Da "piccolo di camera" a "stonebalancer"
Viaggiatore per mare fin da ragazzo, come "piccolo di Camera" sui grandi transatlantici orgoglio dell'ingegneria italiana. Laureato in Agraria a Milano sono partito presto per l'Africa prima come Volontario delle Nazioni Unite poi come Esperto FAO. Dopo 35 anni di onorata carriera e aver prestato servizio in 65 diversi paesi, a 60 anni di età sono sceso da quel confortevole carrozzone : inizia allora la mia "Ripartenza".
La ricerca di un più profondo contatto con la natura è stato il mio antidoto alla sensazione di sradicamento dovuta ai tanti viaggi e traslochi fin da giovanissimo.
Ripartenza
Provateci tutti, se riuscite, a fare una carriera nelle Nazioni Unite, magari in qualche rama tecnica, in qualche agenzia che si occupi di aspetti essenziali del vivere umano. Vi sentirete cittadini del Mondo, ne conoscerete gli angoli più nascosti, i più poveri e vi renderete conto del grande privilegio di nascere in ambienti confortevoli come l'occidente della nostra epoca. Ma non saranno solo rose e fiori. Conoscerete anche la routine, le riunioni interminabili per concludere poco, la fatica del viaggiare in continuazione, le malattie strane, gli insuccessi, la burocrazia, la prepotenza dei politici/dittatorelli di turno.
Dopo 35 anni di quell'esperienza mi sono dichiarato soddisfatto, avevo fatto il pieno di riconoscimenti e di frustrazioni e mi è sembrato giusto passare la mano, lasciare qualche giovane prendere il mio posto, che fosse lui, a sua volta a provarsi a "migliorare il mondo". Io volevo ripartire, spendere diversamente il mio tempo, fare qualcosa di più creativo, di più mio. In fondo siamo tutti alla ricerca di radici ed equilibrio; nella mia professione era la sostenibilità dei progetti che più ci preoccupava, per far si che i risultati positivi non scomparissero appena si diminuiva il livello di aiuti.
Consapevole come sono che tutto è sempre in costante movimento e trasformazione, oggi mi accontento anche di momenti effimeri, di equilibri precari, di squarci di natura che cerco di fissare attraverso la fotografia. Legni spiaggiati, ferri arruginiti, pietre grandi e piccole in ambienti sempre ricchi di vegetazione e acque fruscianti diventano i protagonisti delle mie improbabili creazioni.
Quando sono alla ricerca di ambienti incontaminati consolido il mio radicamento con Madre Natura. Con la fotografia e la scrittura provo a mettere ordine tra le emozioni ed esperienze passate e presenti, immaginando che possano fare compagnia e suscitare l'interesse di tanti altri.

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Il campetto mio diletto
Il "campetto" è il luogo dove imparare dalla natura, conoscerne gli elementi, la furia del fuoco (Wabi-Sabi), la devastazione dell'acqua eccessiva, la forza della vegetazione che sopravvive e raddoppia; dove si impara ad avere pazienza per l'alternanza dei frutti. Dal campetto ho imparato che tutto è connesso, che tutto si ricicla, che nulla muore, che è una grande fortuna essere vivi su questo pianeta (Mitacuye Oyasin). Grazie al campetto ho conosciuto Masanabu Fukuoka; la lettura de "La rivoluzione del filo di paglia" mi ha guidato per intraprendere un percorso simile verso il recupero e il rispetto della complessitá di un terreno a vocazione forestale che ho parzialmente destinato ad una raccolta di acqua piovana attarverso la realizzazione di un laghetto che oggi è una perla preziosa, un occhio tra la terra e il cielo, fonte di vita per una multitudine di pesci ed uccelli, di rane e libellule, di piante acquatiche e chissà quant'altro.
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Il mare
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Amo il mare anche perchè è il mezzo che mi ha permesso viaggiare fin da ragazzo. Lavorando sulle navi come piccolo di camera mi innamoravo di tutti i posti in cui sbarcavo e alla fine ho deciso: non sarei finito in un angusto ufficio di Milano, il mio lavoro me lo sarei cercato "nel Mondo". (Bentornato Giramondo)
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Dai bimbi di Lamu
agli anziani di Celle
Ho conosciuto Lamu nel 1985 quando vivevo a Machakos in Kenya. Un arcipelago poco lontano dalla costa al Nord di Malindi e Mombasa, spiagge bianche paradiso per tanti turisti. Ma situazioni di estrema povertà per le popolazioni locali. Per fortuna tra quei turisti c'è stato chi ha cercato di fare qualcosa di concreto per aiutare i più vulnerabili - i bimbi orfani e abbandonati - con case di accoglienza, scuole, ospedali, campi sportivi. Con la vendita dei primi libri ho potuto aiutare ANIDAN un'organizzazione dedita a portare i bimbi a sorridere per qualcosa di nuovo. Lo stesso è capitato quando ho incontrato Attanase che si sforza di aiutare lo sviluppo di Vugizo, una comune rurale del Burindi. Oggi i proventi della vendita dei libri e delle foto vanno alla Società di Misericordia di Celle sul Rigo che aiuta la comunità ad alleviare i disagi della lontananza da Ospedali e trattamenti sanitari particolarmente necessari ad una popolazione di anziani.


