PERCHÉ SCRIVO, PER CHI SCRIVO 

Scrivo innanzitutto per lasciare ai miei figli qualche traccia più evidente di quel che ha vissuto loro padre. I momenti per raccontarsi di persona sono ormai così rari e penso che tutti dovremmo fare lo sforzo di trovare altre forme per trasmettere e non disperdere la nostra “esperienza e consapevolezza” accumulata nel tempo.  Che chiunque possa attingervi quando sarà il momento più opportuno senza richiedere oggi un’attenzione che non è facile ottenere.

Scrivo per tanti amici conosciuti in periodi diversi ma poi persi per le circostanze di una vita spesa a girare il mondo.

Scrivo perché mi piace, perché ho l’opportunità di potermici dedicare ed ho la serenità per poter guardare indietro senza il timore di non riuscire a mantenermi altrettanto concentrato sia sul presente che sul futuro.

Ma soprattutto scrivo per te, caro amico lettore, perché il tempo che hai scelto di dedicare alla lettura di queste pagine ti trasmetta un po’ del piacere che provo io nello scriverle. E per questo ti ringrazio dal profondo del mio essere.

Planning Travels

Bentornato Giramondo

Inizia nel 1972, quando un “piccolo di camera” si imbarca su prestigiosi transatlantici italiani e scopre l’incanto di arrivare via mare su isole e luoghi lontani...

ISHIHANA

In giapponese significa fiore di pietra e racconta dell’arte di trasformare le pietre in petali capaci di sfidare le leggi della fisica per formare equilibri improbabili. In queste pagine si racconta di un amore per la natura e per la fotografia che hanno permesso all’autore di realizzare e documentare opere effimere, ma di grande bellezza.

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WABI-SABI

Il 3 Luglio 2017 il campetto-giardino dell'autore a Santa Marinella è stato visitato da un fuoco impetuoso che ha bruciato in un gigantesco mandala tutto quanto ha trovato. "Wabi-Sabi" parla dell'imperfezione e della serenità che scaturisce dalla consapevolezza della caducità delle cose; è un modo di vivere, un modo di porsi di fronte alla natura e all'universo misterioso di cui facciamo parte.

MITACUYE OYASIN

Dal ritrovamento in mare di una bottiglia contenente un messaggio inizia un percorso di riciclo e valorizzazione delle cose più semplici. Si genera così una crescente consapevolezza e gratitudine per l'Universo dove tutto è connesso come da sempre celebrano gli indiani Sioux nel loro canto Mitacuye Oyasin. Attraverso la fotografia si racconta di legni spiaggiati, di pietre e pezzi arrugginiti che si slanciano in cielo e trovano nuovi equilibri e significati.

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